PIANO NAZIONALE PREVENZIONE EPATITI VIRALI DA VIRUS "A" E "B" (PNEV)

SALUTE: ECCO IL DECALOGO PER RILANCIARE L'ASSISTENZA E LA CURA IN ITALIA CONTRO LE MALATTIE VIRALI

 

Il nostro è il paese europeo occidentale con il maggior numero di HCV positivi e detiene il triste primato di mortalità in Europa per tumore al fegato.

L'dentificazione precoce della malattia è essenziale per un trattamento tempestivo, mirato a prevenirne l'evoluzione.

Questi i dieci punti del Manifesto elaborato dall'Alleanza contro l'Epatite (Ace) che costituiscono i punti cardine e le priorità indicate nel Piano nazionale per la prevenzione delle epatiti:

 

   1) celebrazione istituzionale della Giornata mondiale delle Epatiti, che si svolge il 29 novembre, volta a sensibilizzare la popolazione sul peso sociale ed economico delle epatiti in Italia e nel mondo;

   2) nomina di una Consulta permanente per l'epatite (un gruppo ristretto che coinvolga esperti nazionali di epatiti virali appartenenti a istituzioni, pazienti, medici, cittadini) con il compito di redigere un Piano nazionale triennale di attivita' sulle epatiti virali e di sorvegliare sul suo corretto svolgimento;

   3) adozione urgente di uno specifico piano di azione sulla epatiti virali basato sulle raccomandazioni della consulta: tra essi, l'inserimento delle epatiti nei Piani sanitari nazionali di prevenzione (accorpandole con il capitolo Hiv, anche in considerazione dell'elevato numero di co-infetti) e Piani Regionali di Prevenzione, con stanziamento di opportuno budget basato sull'epidemiologia e sull'emergenza della patologia in Italia, definito dalla Consulta in accordo con ministero dell salute e Conferenza Stato-Regioni;

   4) La creazione di un database nazionale delle epatiti croniche a eziologia virale. Tale database avra' la funzione di fornire informazioni sui nuovi casi di pazienti diagnosticati, trattati e ritrattati ed altre preziose informazioni.

   5) creazione di un Network nazionale interregionale di Centri di eccellenza per il trattamento delle epatiti virali, in collaborazione con le associazioni di pazienti cui sia affidato il compito di valutare - tramite appositi strumenti di monitoraggio - il peso delle epatiti sotto il profilo economico e sociale. In questo network sono inclusi centri di eccellenza in grado di gestire le infezioni e i trattamenti nelle popolazioni migranti residenti sul territorio;

   6) normare uniformemente per tutto il territorio nazionale le attivita' di sterilizzazione e riutilizzo dei dispositivi usati nei luoghi di cura e di bellezza (manicure, pedicure, barbieri, parrucchieri, tatuatori e dentisti, con pene severe per i contravventori).

   7) approvazione in tempi rapidi dei farmaci innovativi per tutti i pazienti con epatite cronica da Hcv, potenzialmente candidabili ad un trattamento antivirale. Considerato poi l'elevatissimo numero di pazienti, porre particolare attenzione alle 'special population', ovvero sottogruppi di pazienti ad alto rischio (cirrosi, in lista di attesa per il trapianto, trapiantati di fegato, co-infetti), che non possono aspettare, creando percorsi di 'early access'. Inoltre, promuovere studi di cost-efficacy sui trattamenti antivirali con i farmaci di nuova generazione affinche' Aifa e le Regioni possano avere gli strumenti necessari per la corretta analisi e valutazione dell'impatto dei nuovi farmaci sulla spesa farmaceutica e ospedaliera nel suo complesso.

   8) La creazione di un numero verde cui i cittadini e pazienti possono chiamare al pari del numero verde sull'Aida. Tale attivita' puo' essere affidata tramite convenzione ad associazioni con comprovata esperienza e con la struttura adeguata;

   9) elaborazione e realizzazione come attivita' di prevenzione di: campagne informative mirate a sub target: medici di famiglia, pazienti, cittadini, operatori sanitari; attivita' di 'case finding' o screening mirato per gruppi a rischio o fasce di eta' con il coinvolgimento dei medici di famiglia ed altri operatori sanitari potenzialmente interessati.

   10) Infine, lo stanziamento di fondi destinati alla ricerca sulle epatiti finalizzati a studi di epidemiologia clinica nazionale e sulle diverse realta' geografiche che forniranno il reale quadro dell'epidemiologia nel nostro Paese, ma anche sulle cure innovative e sul rapporto costo-efficacia.

(da "Il Nuovo Medico d'Italia Online)