FUOCHI: E' LECITO BRUCIARE RESIDUI DI POTATURA?

E’ possibile bruciare residui vegetali?

A seguito della conversione in legge del decreto n. 91/2014 (ad opera della legge 11 agosto 2014, n. 116 pubblicata in G.U. il 20 agosto 2014, n. 192) è entrata definitivamente in vigore la norma che disciplina la combustione in loco dei residui vegetali di natura agricola e forestale. Quindi si può, ma con alcune limitazioni.

Cosa si può bruciare?

Paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa mediante processi o metodi che non danneggiano l'ambiente ne' mettono in pericolo la salute umana [1].

E’ consentita la combustione controllata sul luogo di produzione di materiale vegetale residuale naturale derivante da attività agricole o da attività di manutenzione di orti o giardini privati, effettuata secondo le normali pratiche e consuetudini.[2]

Le attività di raggruppamento di tali materiali vegetali e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro se effettuate nel luogo di produzione, costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti.[3]

Le ceneri derivanti dalla combustione del materiale vegetale sono recuperate per la distribuzione sul terreno a fini nutritivi o ammendanti.

Quando è vietato o limitato?

Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata. I comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale hanno la facoltà di sospendere, differire o vietare la combustione del materiale di cui al presente comma all'aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10). [3]

 

PER DISTANZE INFERIORI A 100 METRI DAI BOSCHI

Possono essere autorizzati abbruciamenti controllati dei residui vegetali, a meno di 100 metri dal bosco, ai soli fini della prevenzione degli incendi boschivi, previa presentazione di apposita istanza. Tali permessi vengono revocati nei periodi di massima pericolosità.

Si allega modulo regionale di richesta di autorizzazione, a cui va allegata anche una carta (catastale, ctr o altro) con idicata la posizione del/i punto/i di accensione del fuoco.

  • MODELLO REGIONALE Modello regionale di richiesta autorizzazione abbruciamento a distanza inferiore a 100 m dai boschi

[1] Art. 185, comma 1, lettera f) del D.Lgs. 152/2006

[2] Art. 56 L.R. Veneto 2 aprile 2014, n. 11

[3] Art. 182, c. 6 bis, del D.Lgs. 152/2006

[4] Regolamento di Polizia rurale del Comune di Romano

[5] Art. 25 delle Prescrizioni di massima e di Polizia Forestale